Biografia estesa

Nasco in mezzo alle parole
Nasco il 5 ottobre 1981 in Trentino, una terra sospesa tra tanti mondi. Vita moderna e vita contadina. Silenzi, voci e racconti. Il tempo dei videogiochi e quello dei giochi di strada. Rock e musica tradizionale. Turismo vorace e paesi abbandonati in cui il passo risuona ancora sul selciato. Il cristianesimo della città del Concilio stretto nell’abbraccio pagano delle montagne e gente non ancora sazia di riti e di leggende.
Fin dalle radici della mia memoria sono immersa in un universo di parole. Ascolto i miei genitori raccontare storie, le guardo accadere nei libri illustrati e, appena posso, inizio a leggerle, a disegnarle e a confezionare piccoli libri completi di tutto, dal titolo all’indice.
Nel Trentino che in certi giorni sembra colmo di cose invisibili vaganti nell’aria, cresco con la convinzione che narrare significhi avere una possibilità di cambiare ciò che sta attorno.

Imparo a scrivere e non mi fermo più
Alle elementari disegno, scrivo racconti e contemporaneamente seguo le lezioni; alle medie inizio a scrivere poesie e termino il mio primo romanzo, Il tesoro più grande, mai pubblicato.
Trascorro buona parte delle estati delle scuole superiori a copiare e a correggere i miei romanzi. Nel frattempo imparo anche a suonare la chitarra e mi dedico dapprima alla chitarra elettrica, poi inizio un amore mai tradito per la musica tradizionale popolare.
I primi riconoscimenti di poesia e narrativa, arrivati a partire dai quattordici anni, mi spingono a continuare sulla strada della scrittura.
A diciannove anni, dopo essermi diplomata al Liceo Scientifico e dopo una deludente esperienza con l’editoria locale, autopubblico con l’aiuto dei miei genitori, e distribuisco personalmente nelle librerie, il mio primo romanzo, La Ragazza con la Capra, che, presentato dalla scrittrice Antonia Dalpiaz nella libreria Ubik a Trento, piace a molti e va addirittura in ristampa.

Romanzi, saggi, articoli
Durante gli anni dell’università collaboro con il portale Vivoscuola (tenendo la rubrica In viaggio con…); inoltre inizio a scrivere per il quotidiano l’Adige (per il quale, tra l’altro, curo la rubrica La foresta che cresce, dedicata ai giovani che coltivano i sogni) e il settimanale Vita Trentina, che pubblica diversi miei racconti illustrati per bambini e nel 2004, a puntate, il mio romanzo per bambini Mamme, rane e Nasi verdi.
Mi laureo in Filosofia e decido di iscrivermi a una laurea specialistica in Sociologia; nel frattempo faccio esperienza come lettrice di bozze ed editor con le case editrici TravenBooks e Il Margine.
Nel 2006 esce il mio secondo romanzo, I Senzaombrello (ed. TravenBooks, 2006), che dà il nome al mio sito e dice della mia passione per le strade poco battute.
Mi laureo in Società, Territorio e Ambiente e poco dopo la casa editrice Il Margine mi propone di scrivere, in collaborazione con l’associazione Tavolo trentino con il Kosovo, un libro di ritratti e sensazioni dedicati al Kosovo a dieci anni dai bombardamenti NATO, sfida cui dedico tutte le mie energie e dalla quale nasce, in meno di un anno e dopo una breve ma intensa full immersion nella realtà kosovara, Kosovo tutto ok (ed. Il Margine, 2010).
Contemporaneamente a tutto questo m’innamoro di Diego, fondo assieme a lui e ad Alberto il gruppo di musica popolare MUSyCANTI, inizio a progettare laboratori sulla narrazione per le scuole primarie; lavoro come esperta di comunicazione per il Parco Adamello Brenta, come ricercatrice sociale con la Fondazione E. Mach e l’APPA e collaboro alla coordinazione del progetto europeo SY_CULTour con l’Ufficio per le produzioni biologiche della Provincia di Trento.

Compio trent’anni ed esco dal Trentino
Nel 2011, con il racconto lungo Tre gessetti colorati, vincitore del premio Subway letteratura e distribuito in migliaia di copie nei famosi juke-box collocati nelle stazioni della metropolitana di tutta Italia, ha inizio il mio viaggio fuori dai confini trentini.
Nel 2012, dopo anni di duro lavoro di ristrutturazione, realizzo uno dei miei sogni di sempre: vivere nella natura. Quasi in contemporanea resto incinta e trascorro parte della mia gravidanza nella mia casetta nei boschi lavorando alla correzione di un libro che è stato nei miei pensieri per tanti anni.
Il 2013 è un anno magico: a fine aprile pubblico il tanto sognato Firme in cielo (ed. Il Margine), dedicato al rapporto tra uomo e montagna, e lo presento nel tendone del Filmfestival della Montagna; a giugno nasce Viviana, che porto con me in giro per il Trentino alle presentazioni del libro; infine, sono tra i dieci vincitori del Torneo Letterario IoScrittore (del Gruppo editoriale Mauri Spagnol) con il mio romanzo Quando intrecciavamo fiori.
Firme in cielo piace molto: il quotidiano Avvenire gli dedica una bella recensione, lo porto in quasi tutto il Trentino, proponendo una presentazione di parole e musica con il mio gruppo musicale, e vengo invitata a presentarlo anche in Veneto.
Nel 2014 Quando intrecciavamo fiori esce in e-book; in autunno viene rappresentata nel Teatro di Pergine la Sinfonia delle Dolomiti di Fabio Conti, che mi ha voluta come autrice dei testi; inoltre esce lo spettacolo Firme in cielo, voluto dalla Fondazione Aida, per la regia di Flora Sarrubbo e alla stesura della cui sceneggiatura partecipo.
Nell’autunno del 2015 sono nuovamente tra i vincitori del Torneo Letterario IoScrittore con un romanzo dedicato alla tarda età che esce all’inizio del 2017 con il titolo La vita inattesa.

Ora
Vivo nella mia casetta nei boschi in una valle sperduta del Trentino, assieme a mio marito Diego, mia figlia Viviana e i nostri animali, in compagnia di tutto ciò che di meglio si possa desiderare: ho un orto, un piccolo frutteto, buone visite, tanto silenzio e molta bellezza quotidiana.
Al tempo stesso cerco di realizzare un altro sogno: vivere di narrazione. Dopo diversi lavori che mi soddisfacevano solo a metà, ho deciso di dedicarmi a tempo pieno alle letture animate e ai laboratori di narrazione e creazione di libri e ho approfondito la mia formazione con corsi di teatro, dizione, lettura animata e corsi intensivi sull’albo illustrato.
Con l’arrivo di Viviana ho infatti riaperto un capitolo che avevo lasciato in sospeso, quello della narrazione per l’infanzia, ed è tornata anche la voglia di illustrare ciò che faccio.
E la strada, spero, è solo all’inizio.

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