Narrativa per ragazzi e adulti


La Ragazza con la Capra


"La vicenda ebbe inizio con me e con il nebbioso mattino di una domenica d'ottobre.
Ebbi la precisa sensazione che qualcosa sarebbe accaduto. Di solito ci si accorge che qualcosa è successo solo dopo la sua conclusione; io, al contrario, ebbi la precisa sensazione che qualcosa sarebbe accaduto nel momento in cui - mentre, lungo il confine di foglie secche disegnato tra il paese ed il bosco, raccoglievo castagne assieme a mio fratello - vidi una ragazza ed una capra avanzare lungo una stradina sterrata schiacciata tra i prati e le montagne. La strada è la stessa che indovino dalla finestra ora, ma la ragazza e la capra non ci sono più... Vastità che sono proprie solo dell'universo e del sogno le hanno assorbite. C'è solo la nebbia che, a poco a poco, divora fette del chiaro e scuro di foglie sui sassi.
Avanzavano senza fretta, il tempo in tasca, come farebbero un qualunque cane ed il suo padrone su una qualsiasi strada sterrata annullata tra i prati, e la capra annusava qua e là saltellando attorno alle gambe della ragazza".;


Chi sono la Ragazza e la Capra, le due enigmatiche figure che arrivano in un paesino qualunque, tra montagne qualunque, stabilendosi tra le rovine di un'antica guerra? E cosa hanno in comune con un ragazzo timido ed insicuro che, con grande difficoltà, tra mille opposti impulsi, sta cercando la via per crescere?
È possibile divenire adulti facendo in modo non di dimenticare, bensì di realizzare, i propri sogni?
Quali pericoli e quali meraviglie sono nascosti al di là dell'orizzonte, oltre lo scorrere di una strada solitaria?




I Senzaombrello
ed. TravenBooks, 2006


I Senzaombrello!

"Cati prevedeva sempre il suo arrivo. Lo ascoltava nel vento di fine inverno.
In principio era solo un bisbiglio racchiuso da un angolo di notte, un vago rumore, come di minuscoli pezzetti di ferro che scivolassero tintinnando sino a formare un ruscello appena appena percepibile oltre il mormorio delle fabbriche e delle strade; poi in questo scorrere si distingueva un tintinnio metallico più forte: un suono di campanelli. A quel punto Cati credeva di scorgere nel buio, illuminato da un bagliore di fuoco d'altri tempi acceso per un attimo - nell'istante intoccabile in cui due epoche si sfiorano ed il confine da qui a là è poco più di un respiro -, una mano affusolata, o un colletto giallo, o ancora il movimento sfuggente di un passo".


Il sottile filo del racconto, che - come l'inverno - trasforma e al contempo impedisce di dimenticare, intreccia stagioni e vite, che si incontrano ed abbandonano.
Tante diverse persone accomunate dal desiderio di vivere con autenticità e passione in lotta contro un mondo troppo piccolo per poterle contenere o capire: persone che recano in sè le orme di altre persone e la capacità di non dimenticare chi sono, ovunque le portino i loro passi: dalla città alle scie di orme nella neve che seguono le cime dei monti, lontane, quasi invisibili contro il cielo.
Sono personaggi delicati, un po' fiabeschi, che talvolta la vita reale sembra poter distruggere con le sue meschinità e la paura di ciò che è profondo e diverso.
Ma non svaniranno come i sogni: la loro magia è quella che è in ognuno di noi quando sceglie di esserci, di esserci sempre.